La vita “perfetta” di Modus DJ, tra musica e passione
Modus DJ fa una vita ‘da sogno’, certo, ma alla base di tutto ci sono competenza, passione… e tanta musica.
«Una sera ho fatto arrivare in console al Philipp’s Club (il top club milanese in cui è DJ resident ormai da due anni, NDR) una maxi pizza e l’ho condivisa con le mie ragazze, durante un set. È stato pazzesco: musica, pizza e donne che si divertono… Un tris perfetto!»
A raccontarla così, la vita di Modus DJ, da sempre protagonista del divertimento milanese, sembra un sogno tutto da vivere. Certo, ci sono lavori ben peggiori, ma le pressioni ci sono, non sempre è facile far ballare tutti, proprio tutti, anzi non lo è quasi mai. E quella della pizza è senz’altro una piacevole eccezione. In console ci vuole prima di tutto concentrazione. Modus DJ è astemio da sempre e anche in questa calda estate non si limita a mixare. «Settembre 2026 sarà per me un mese cruciale. Sono fermo forse da troppo tempo a livello di produzioni musicali, anche se non ho mai ‘esagerato’, puntando sulla qualità e non sulle ‘hit’. In questa lunga pausa ho riflettuto tanto: l’industria musicale, nel frattempo, è andata avanti e si è evoluta? Forse sì, forse no… Vedremo», spiega.
Chi non conosce davvero Milano, pensa che la città si svuoti del tutto durante l’estate… ma i turisti ci sono lo stesso, anzi di più e pure chi frequenta la città, la capitale italiana del business, per lavoro.
«È vero, negli ultimi anni, la città resta viva e vivace. Con il forte incremento del turismo, i locali restano pieni. Anzi, la maggior parte dei club “invernali” ha cessato di chiudere e resta operativa, anche in agosto».
Cosa si può dire a un DJ durante un set quando è in console in un club e non sul palco, inavvicinabile, di un festival? E cosa invece non bisognerebbe mai dirgli?
«Se possibile, bisognerebbe non dire proprio nulla, a ogni DJ. A me è capitato e capita di interagire solo un istante con le persone, ma poi spesso la performance ne risente. Ogni DJ set è pura concentrazione. Può bastare un sorriso, un cenno, uno sguardo. Ma non oltre».
I VIP ballano la musica di noi comuni mortali? Oppure no? C’è qualche segreto, per “farli muovere”?
«Non mi piace distinguere la tipologia di dancefloor che ho davanti. La mia missione è sempre far ballare, senza distinzioni. La Musica è di tutti e per tutti».
Qual è la dote più importante che deve avere un DJ, oltre a proporre una selezione musicale che piaccia al pubblico?
«Lo ripeto da sempre, conta prima di tutto una cosa, la personalità».
C’è qualche traccia o qualche DJ che in questo momento ti piace in modo particolare?
«Ho rispolverato diverse tracce di Gregor Salto. Quando è passato un suo set al M2o Morning Club, mi ha incuriosito molto. È un producer che seguivo intorno al 2011 e che oggi mi sta incuriosendo di nuovo».
MODUS DJ
https://www.modusdj.com