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"Balada Dark”, Daniele Ippolito firma una confessione elettronica

"Balada Dark", Daniele Ippolito firma una confessione elettronica

«È una confessione elettronica, un diario sonoro, un ballo lento in una stanza vuota». Così Daniele Ippolito presenta "Balada Dark", il suo album su K-Noiz. Il disco esce prima di tutto in vinile. Una scelta che, per un artista pugliese di 31 anni e cittadino del mondo, conferma la natura underground di un progetto lontano anni luce dal mainstream. Non è un disco difficile, ma sorprende per autenticità.

 "Balada Dark" nasce da un'urgenza creativa, non da logiche di marketing. «Sono partito dalle sonorità di "Anima", una traccia di "Essencials"» (un lavoro uscito, ancora su vinile, nel 2021, NDR), spiega Ippolito. «Il suono è vicino al dark, ma con echi ambient, pop, italo disco. Forse c'è nostalgia, ma non è un album che guarda solo al passato. La musica è un testo bucato che ognuno riempie con le proprie emozioni».

"Balada Dark" unisce malinconia darkwave e luminosità decadente dell'italo disco, filtrate da una sensibilità contemporanea. Paesaggi notturni, stati emotivi sospesi, sintetizzatori analogici e drum machine costruiscono tracce dove il ritmo diventa narrazione. L'album dialoga costantemente con il cinema: più che un disco, è la colonna sonora di una storia personale e universale, tra synthwave, post-punk e melodie italiane anni '80 reinterpretate.

Tra i brani di "Balada Dark"  spicca "Face to Face", sospeso tra malinconia elettronica e slanci melodici. Il video, girato a Miami da Elijah Negasi, racconta il conflitto tra identità pubblica e privata ed è in concorso in oltre 33 festival internazionali, con premi come il MIFF in India e il San Giorgio Festival di Locorotondo, oltre a selezioni e menzioni speciali a livello mondiale.

"Balada Dark": Daniele Ippolito firma una confessione elettronica



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