19/11 Palla in Rete, Ragazzin Rete: diamo un calcio al Cyberbullismo, in Regione Lombardia


19/11 PALLA IN RETE, RAGAZZI IN RETE: DIAMO UN CALCIO AL CYBERBULLISMO, IN REGIONE LOMBARDIA
19/11 Palla in Rete, Ragazzin Rete: diamo un calcio al Cyberbullismo, in Regione Lombardia

"Il bullismo non insegna… segna". Dopo un anno di lavoro per progettare un evento che potesse mettere insieme due mondi (scientifico e sportivo) martedì 19 novembre prenderà il via Palla in rete, ragazzi in Rete, con la prima tappa di Milano in programma presso Regione Lombardia, Auditorium Testori, a partire dalle ore 9 fino alle 13,30.   Un appuntamento che vedrà il coinvolgimento di 350 ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Milano e provincia in una mattinata di informazione e formazione per contrastare un fenomeno in forte crescita anche nello sport.  Secondo i dati del Coni, infatti,  in Italia il 10 percento dei ragazzi  in età scolare è stato vittima di bullismo in ambienti sportivi, il 15 percento degli adolescenti è stato preso in giro o ha subito scherzi nello spogliatoio. Nella maggior parte dei casi (75%) si tratta di ragazzi che hanno subito episodi di bullismo anche a scuola, mentre il 15% di cyberbullismo. Non solo, il 22 percento degli adolescenti viene preso in giro mentre fa sport perché non prestanti o poco dotati.  

"Il mondo dello sport purtroppo è terreno fertile per il dilagare di episodi di bullismo e cyberbullismo – spiega il professor Luca Bernardo direttore di  Casa Pediatrica del Fatebenefratelli- Sacco di Milano – la competizione e il desiderio di primeggiare spesso portano a schernire chi non è dotato o ha difetti fisici, (troppo piccolo, troppo alto, troppo grasso, troppo magro) amplificando con l'ausilio del web insulti, violenza verbale e anche forme più subdole di discriminazione verso un compagno di squadra considerato "diverso". Sono situazioni che possono minare l'autostima fino ad indurre un giovane atleta ad abbandonare la pratica sportiva.  Per questo abbiamo deciso, come Casa Pediatrica, di sposare l'idea della giornalista Federica Bosco & di Edipubblicità, e di trasferire un insegnamento positivo ai ragazzi chiedendo aiuto e sostegno proprio ai campioni del mondo del calcio perché ad un messaggio di un idolo sportivo si presta più attenzione".  

Una "call" rivolta al mondo del calcio che è stata recepita dalle società professioniste e da diversi campioni di oggi e di ieri,  che accompagneranno la squadra di Palla in Rete in questo tour itinerante che si concluderà il prossimo mese di maggio all'interno di Time4child, il grande evento che si terrà nell'ex area Expo dedicato ai più piccoli, dove verranno consegnate quattro borse di studio a giovani medici psicologi e verranno premiate le scuole partecipanti.  "Il gioco del pallone è diventato il gioco del calcio, un passaggio che ha cambiato tutto l'orizzonte – spiega il dottor Mario Brozzi, coordinatore sanitario del Milan – il gioco ha subito una profonda trasformazione, un cambio di pelle perdendo di vista quella che è la sacralità educazionale che il mondo dello sport deve avere. Oggi il risultato conta più di ogni altra cosa, a quattordici anni gli atleti sono già sottoposti a stress e questo crea una distorsione che genera anche episodi di violenza verbale o fisica. E allora ritengo sia necessario, attraverso questa iniziativa, insegnare che lo sport è prima di tutto divertimento".
Il format che toccherà Milano, Torino, Roma e Napoli vedrà, nella prima tappa in programma il 19 novembre, il coinvolgimento di Regione Lombardia e dell'Assessore allo sport Martina Cambiaghi ""Ho voluto scendere in campo personalmente perché i numeri di questo fenomeno sono preoccupanti e sempre più spesso le cronache locali e nazionali riportano episodi allarmanti – ha spiegato l'Assessore a Sport e Giovani di Regione Lombardia, Martina Cambiaghi – Il bullismo e il cyberbullismo si possono combattere con l'educazione, con la cultura sportiva, con l'esempio e la condivisione di valori importanti. Di recente non ho avuto paura di puntare il dito verso i genitori: quelli che dovrebbero essere da monito e invece nella realtà si trasformano sempre più spesso in esempi negativi. Un bambino impara da loro a comportarsi: se registra come un atteggiamento normale, anche tra le mura domestiche, modi e parole da bullo, sicuramente sarà più propenso ad imitarlo nella vita reale ma anche sui social. Sono certa che servono provvedimenti seri ma il primo esempio deve arrivare dalla famiglia. Ho proposto il "Daspo" per i genitori che chi si comportano male e non danno il buon esempio, anche solo con intemperanze verbali su tribune e palazzetti".

Alla tavola rotonda, coordinata e condotta dal noto giornalista sportivo Franco Ordine, con la collaborazione della conduttrice Camila Raznovich, prenderanno parte la Polizia postale ed alcune associazioni impegnate nel  contrasto al cyberbullismo.
Anche gli ordini professionali, psicologi e giornalisti, hanno risposta alla chiamata del Professor Bernardo offrendo la loro area di competenza nel comitato scientifico. Non solo, per Riccardo Bettiga, Presidente dell'Ordine degli psicologi della Lombardia,  che ha collaborato attivamente alla realizzazione dei messaggi "social" di contrasto al bullismo e cyberbullismo nello sport da veicolare  attraverso la piattaforma Pallainrete.org, "l'iniziativa è vincente perché coniuga la competenza degli attori presenti alla capacità dei campioni di essere attrattivi per i ragazzi e dunque di far passare un messaggio positivo in maniera più efficace". 
Il Presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia, Alessandro Galimberti,  ha voluto inserire l'evento nella formazione continua per ricordare ai colleghi che la Carta deontologica di Treviso impone la massima tutela dei minori: "La protezione dell'infanzia e dell'età evolutiva è uno dei cardini del sistema deontologico dell'informazione e perciò dei doveri dei giornalisti che lo trattano. Lo sport rappresenta la principale deroga al principio di anonimato a tutela dei minori in quanto si presume che sia un ambiente sociale positivo nel quale il minore estrinseca la sua personalità e si forma come adulto, ma proprio per questo la vigilanza sull'ecosistema dello sport giovanile prima ancora che sull'attività dei giornalisti, deve essere al massimo livello". 

"Grazie al Prof. Luca Brnardo per l'invito a partecipare il prossimo 19 Novembre alla tavola rotonda in Regione Lombardia per contrastare questa piaga sociale che non rientra. In questa occasione interessante sarà parlare di sport e come il bullismo arrivi a ledere anche gli strumenti di contrasto, perché lo sport aggrega e questo è un ottimo modo per combatterlo"-aggiunge Vincenzo De Feo, Presidente dell'Associazione Mai Piu' Solo.

In occasione dell'evento verrà presentata la app "BULLI OFF" messa a punto dagli sviluppatori di Amazon con il contributo di medici e psicoterapeuti di Casa Pediatrica. Uno strumento digitale, nuovo,  che i ragazzi potranno scaricare gratuitamente sui propri smartphone e a cui potranno porre domande per avere prime immediate risposte sul tema. 

 




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