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LA DISCOTECA E SFERA EBBASTA SONO IL MALE? Alcune riflessioni di Lorenzo Tiezzi, 'raccontatore' 46enne del divertimento giovanile


LA DISCOTECA  E SFERA EBBASTA SONO IL MALE? 
Alcune riflessioni di Lorenzo Tiezzi, 'raccontatore' 46enne del divertimento giovanile

Sono diversi giorni che, pur provandoci tante volte, non riesco a scrivere qualcosa di compiuto sulla strage di Corinaldo. La rabbia e la tristezza sono troppo grandi, così come lo sconforto per le sentenze contro tutte le discoteche e Sfera Ebbasta pronunciate da giornalisti, esperti, politici vari e pure da tante persone normali, sui social.

Riesco, spero, a scrivere qualcosa di compiuto solo ora. Ora che è tardi. Si può star certi che di discoteche non parlerà più nessuno, fino al prossimo problema di ordine pubblico. C'è già un'altra tragedia più recente, quella di Strasburgo, per cui stereotipi e strane idee su chi di notte a volte non dorme resteranno tali. La vita di chi balla, i ragazzi, quando non è un problema sembra non interessare agli adulti, così come non interessa la musica da ballo, anche se quest'ultima è ormai diventata musica pop.

Il mio non è il bisogno di zittire chi parla e non sa, so che non sarà possibile. Chi scrive non sa fare altro, non può non farlo. 

Il problema, detto da chi per lavoro a 46 anni va in discoteca almeno una volta la settimana (faccio il comunicatore / blogger / "giornalista" con la mia mini agenzia ltc, con il blog AllaDiscoteca e spesso scrivo per diverse testate) è che chi considera le discoteche "luogo di perdizione"  non le frequenta mai.  

Chi sputa sentenze sul 'cattivo maestro' Sfera Ebbasta non conosce l'ABC della musica giovanile. Non è necessario laurearsi in musica al DAMS come ho fatto io decenni fa per capire che i testi della musica trap sono solo provocazioni. Non rappresentano ciò che chi ascolta Sfera crede e fa nella sua vita. 

Mia figlia ha 9 anni e ama Sfera, l'artista più ascoltato su Spotify in Italia, la bibbia della musica. Sfera, a volte, lancia pure messaggi malinconici o 'positivi' (in "Ricchi per Sempre" canta: "Saremo ricchi, ricchi per sempre, o forse no, vabbè fa niente, scrivo una canzone, si quella è per sempre, per certe persone sarà un salvagente... e mi è tornato in mente che non avevamo niente, nelle tasche solamente, le mie mani fredde, qualche sogno infranto e le sigarette..."). Anni fa gli "esperti" hanno sputato pure su Vasco Rossi e Jovanotti, entrambi ex dj, e oggi sono le più grandi star musicali italiane. Sono considerati 'buoni' e accettati da tutti. Basta invecchiare e i benpensanti si abituano.

Passando dalla musica al "contenitore" di sogni e "perversioni" dei poveri ragazzi che la frequentano, la discoteca, evidentemente per chi di notte dorme sempre e giudica, continua a rappresentare il proibito, il peccato, l'eccesso. 

Ovviamente non è così. E ovviamente chi organizza, i gestori dei locali e chi produce eventi, non sono una manica di criminali che vogliono guadagnare con la 'voglia di eccesso' dei minorenni. Altrimenti ci sarebbe una strage ogni weekend.

La legge, in Italia, permette l'accesso in discoteca a chi ha 16 anni, mentre gli alcolici possono essere serviti solo ai maggiorenni. Mai e poi mai, in tanti anni di lavoro, ho visto gestori somministrare alcolici ai minorenni e mai e poi mai ho visto persone di 12 anni in discoteca. I gestori non sono 'buoni': un locale pieno di ubriachi è ingestibile. C'è invece un problema grave, di cui ovviamente non si parla: i ragazzi oggi bevono nei posteggi, prima e dopo aver ballato, anche perché una bottiglia di vokda alla pesca costa quanto una singola consumazione in discoteca. 

A differenza dei vari esperti, non so quale possa essere la soluzione. Senz'altro l'assenza pressoché totale delle forze dell'ordine dalle notti italiane non aiuta. Non si vedono pattuglie e tutta la gestione dell'ordine pubblico resta sulle spalle dei gestori e di qualche sporadica iniziativa non supportata abbastanza dallo stato (ad esempio il progetto Safe Driver promosso dall'ASL di Bergamo va avanti solo grazie a tanti volontari). 

Venendo alla tragedia di Corinaldo, quasi mai nei commenti sui media e sui social ho sentito ricordare il motivo scatenante, ovvero l'uso criminale di spray al peperoncino. Né ho sentito sottolineare l'ovvio, ovvero che la rottura di quella maledetta balaustra ha, probabilmente, trasformato un episodio spiacevole in un tragedia. 

Non assolvo, sia chiaro, i gestori. Non c'ero, non so com'è andata. So che la magistratura sta indagando e che i gestori del locale saranno trattati con la massima durezza perché è giusto così. Spero che chi indaga e giudica ricordi anche il motivo scatenante di questa strage: l'uso criminale dello spray al peperoncino.

Prima di tornare a fare il mio lavoro di raccontatore (inascoltato) del divertimento giovanile, mi pongo qualche domanda credo sgradita.

Siamo certi che tutti quanti i responsabili del crollo del Ponte Morandi siano trattati con la stessa durezza da chi indaga e dalla gente comune? 

Chi nel giugno 2017 ha organizzato con tanta superficialità l'evento in P.zza San Carlo a Torino (partita di Champions, un decesso e tanti feriti) viene giudicato con la giusta severità?

Viene da pensare che l'opinione pubblica, gli adulti buoni che di notte dormono sempre, quando si tratta di schierarsi contro i potenti (politici, stato, manager, etc) non sempre lo facciano. Perché si rischia qualcosa.

Sputare sentenze contro tutte le discoteche, contro i ragazzi e la loro musica, contro i peccati della notte è molto più facile. Sono quasi tutte stupidaggini, ma si vede che aiutano a dormire tranquilli.

Lorenzo Tiezzi


PS ovviamente quello che hai letto qui NON è comunicato stampa, è solo una riflessione. Se vuoi condividerla o pubblicarla commentandola citando chi l'ha scritta mi fa piacere. 






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